Sono tante le richieste che ci sono arrivate per questo progetto e spesso accompagnate da una domanda: “Ma esattamente di cosa si tratta?”, quindi eccomi qui per cercare di raccontarvelo.

A volte i progetti nascono per caso, a volte li hai sempre avuti dentro di te… tutti abbiamo dei talenti e l’arte ci aiuta ad esprimerli al meglio.

“Che cos’é Beauty Scars Project?” L’intuizione di una vita che prende forma durante una chiacchierata post cinema.

Oltre a me, le menti e le braccia dietro a questo progetto sono Serena Cevenini e Martina Manelli, due fotografe dall’indubbio talento.

Il concetto fondamentale dietro a tutto il progetto di Beauty Scars Project é l’esortazione iscritta sul Tempio di Apollo a Delfi:

Conosci te stesso e conoscerai l’Universo e gli Dei

Questo cosa significa? Che la consapevolezza di ciò che siamo (e ciò che non siamo) é la chiave per ritrovare la fiducia in noi stessi. Conosci te stesso e non c’é sfida che non potrai affrontare.

Non ci soffermiamo mai abbastanza spesso a cercare di conoscere noi stessi, troppo incentrati come siamo a dare la colpa agli altri di ciò che ci accade. Conoscere sé stessi, vedersi realmente, non é una cosa da tutti. Ognuno ha una storia, che spesso nasconde pure a sé. Imparare a guardarsi dentro, accettarsi e scoprire che quelle che interpretiamo come nostre debolezze, per gli altri sono i nostri punti di forza. Scoprire che i nostri sbagli, se li osservi attentamente, ci hanno reso più forti. Avere il coraggio di prendersi per mano e accompagnare sé stessi in un’avventura lunga una vita, accettare la sfida di conoscersi.

Questo é Beauty Scars Project, questo é quello che facciamo, questo é quello che abbiamo cercato di mettere in pratica anche su noi stesse.

La sessione si svolge in 2/3 fasi, in base alla scelta del cliente.

La prima fase è di colloquio, dove ti verranno poste alcune domande mirate per entrare in contatto con la tua parte più vera, seguito da uno scatto del soggetto al naturale.

  Francesca                       Matteo

La seconda fase prevede il passaggio nelle mani del truccatore che con make-up e hairstyle tirerà fuori quello che hai dentro e volevi mostrare. Sceglieremo l’abito adatto. Ed ecco che abbiamo il secondo scatto, con il quale noterai tantissime cose di te, a volte belle, a volte meno, ma finirai per amare anche quelli che consideri difetti (almeno per me è stato così).

   Valentina              Serena

 

 Francesca      Martina

La terza fase è facoltativa, ma io la trovo la più creativa, suggestiva ed utile. Attraverso un nuovo passaggio di make-up e acconciatura, un nuovo cambio d’abito, ecco che tireremo fuori dalla tua anima qualcosa che forse nemmeno pensavi di avere. Un nuovo tassello per conoscerti e osservarti sotto un altro punto di vista.

 

 Francesca              Michele

 

Detto così, tutto questo sembra abbastanza semplice, ma il lavoro dietro ad ogni domanda, ogni scelta di colore, ogni inquadratura, ogni abito, é quello che rende l’intensità di questo progetto esperienziale. Ognuna di noi continua a lavorare su di sé per permettere al cliente l’esperienza più entusiasmante e formativa possibile. Una modalità di crescita interiore basata sulla positività e l’introspezione attiva. Per rendere un lavoro estremamente duro come quello evolutivo, estremamente piacevole.

 

 “Riuscire a spiegare a parole che cos’è Beauty Scars non é facile. Il modo più semplice credo sia paragonarlo ad uno specchio.
Uno specchio che riflette solamente un’immagine, un colore, un’emozione, una paura. Uno specchio che ci permette di mostrare quello che noi vediamo della persona, esaltandone non solo le qualità ma anche un difetto, una cicatrice, rendendola piacevole agli occhi.
Trovo che sia, forse in modo pretenzioso, una sorta di terapia. La persona entra nello studio in un modo e ne esce con un’altra consapevolezza. Consapevolezza di essere qualcuno in questo mondo tutt’altro che perfetto ma che richiede la perfezione in ogni cosa e a suo modo di essere unica, reale e giusta così come si é. Ogni donna (e uomo) fotografata finora aveva qualcosa che la rendeva diversa dalla precedente. E possedeva qualcosa che aveva bisogno di emergere e tirare fuori.
Abbiamo visto lacrime e sorrisi ma é stato terapeutico anche per noi scoprire dei lati un p0′ nascosti e andare così a fondo con le persone.
Perché la fotografia è anche questo. riuscire a cogliere la vera essenza e riuscire a creare qualcosa che vada oltre lo scatto bello é il compito che ci siamo date per questo progetto”
Martina