Per insidiare il trono della Monroe, Kim Novak fu contenta di affrontare qualche sacrificio. Compreso quello di rinunciare al suo nome, che, guarda caso, era proprio Marilyn. Marilyn Pauline. Durante tutti gli anni cinquanta, i produttori la contrappongono a Marilyn Monroe, di cui ha le forme, e a Grace Kelly, di cui possiede la grazia. Nella seconda metà degli anni 50 s’impone come una delle star più amate dal pubblico maschile e anche se deve sottoporsi a diete massacranti per tenere sotto controllo le sue forme.


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Gli uomini l’adorano per il suo sorriso, la sua sensualità e il suo modo naturale di truccarsi.

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Il focus del suo make-up sono gli occhi. Questo sguardo felino, sensuale e da ragazza della porta accanto contemporaneamente. Le sopracciglia sono disegnate con un’arcata molto ampia, per andare a compensare questa fronte alta. Riga nera nella rima della palpebra superiore, per dare volume alle ciglia. Una leggera ombreggiatura nella parte esterna della palpebra mobile che sfuma verso l’alto. Anche la rima inferiore è sottolineata esternamente da una sottile linea sfumata tra le ciglia inferiori. La matita burro all’interno della rima interiore per ampliare l’occhio e donarle questo sguardo ammaliatore. Il fondo molto chiaro come era consuetudine in quegli anni, giochi di luci e ombre per la tridimensionalità del viso. Le labbra con colori leggeri o naturali per non appesantire il tutto. Insomma, un mix perfetto tra semplicità e sensualità che ha convinto tutto.

Unica nota dolente per questa bellezza iconica, la Kim Novak di oggi…

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forse tutte questa lotta a competere per un posto nell’olimpo tra le icone del cinema le ha fatto perdere la sua vera identità… di certo è che grazie alla chirurgia è scomparso l’occhio ma ha guadagnato un viso letteralmente felino 🙂