Ciao Tope!

Oggi parliamo di un mito, un’icona, una leggenda… l’esilissima Lesley Hornby, conosciuta da tutti come Twiggy (stecchino), in chiaro riferimento alla sua acerba magrezza adolescenziale, è riuscita ad entrare nella storia ed ad imporre la sua bellezza delicata in un momento in cui lo stereotipo erano le super maggiorate con Marilyn Monroe e Jane Russel. Divenne famosa lanciando la mini gonna di Mary Quant e anche il suo taglio di capelli corto e biondo fu copiatissimo.

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Una modella che si è trasformata in cantante, attrice e oggi imprenditrice di successo con una linea di abiti vintage e una serie di creme di bellezza.

Chi la voleva finita, destinata a scomparire dal mondo della moda ha dovuto ricredersi…

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Da shampista a fenomeno rivoluzionario degli anni 60. Il Daily Express la consacra “Volto del ‘66”, le ragazze tagliano i capelli alla maschiaccio come lei e truccano gli occhi con una riga di matita nera e lunge applicazioni di ciglia finte…

Il suo volto affascina e la sua figura ammalia: merito di una nuova androginia mai vista prima
E’ lei la modella che nel 1966 viene ritratta con la prima minigonna della storia, inventata da Mary Quant.

Come ogni epoca di rivoluzione sociale, anche gli anni 60 vedono la rivoluzione anche dei canoni estetici (questo per ricordarci quanto siano aleatori i canoni di bellezza femminile). La figura si assottiglia, le gambe si scoprono, gli occhi si ingrandiscono con ciglia finte e pesanti passate di eyeliner. Il seno sparisce, le antiche misure 90-60-90 generano solo imbarazzi.  La modella Twiggy è il nuovo punto di riferimento.

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Ora prendiamo il make-up della nostra Twiggy.

images-6Il make up in quegli anni metteva in risalto specialmente gli occhi, ma non si vive di solo eyeliner, anche le sopracciglia vengono definite  e scure per incorniciare al meglio l’occhio. Il punto di forza principale per questo trucco è sicuramente la riga nella piega palpebrale superiore, come a voler sottolineare la rotondità dell’occhio. Sempre con la matita, contornare la rima ciliare superiore (esteriore), con un tratto nero  non troppo spesso. Nella rima inferiore (internamente) una matita bianca per ingrandire l’occhio.

Sempre presenti le ciglia finte nella palpebra superiore, mentre nella rima inferiore venivano disegnate, per creare un effetto ciuffetti.

 

Per il resto un total nude era d’obbligo, nulla doveva rubare l’attenzione a quegli occhi ammaliatori

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Che dire, a noi il Twiggy style fa ancora perdere la testa!